Martedì, 12 Dicembre, 1717 - 12:16
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    Chi va là?

    I Pirati del lago d'Orta sono una ciurma di Pastafariani che, fermamente convinta si stesse meglio 3 secoli fa, imperterrita pattuglia le acque lacustri alla ricerca di draghi, guai, scorribande, grog e bisbocce. Ebbene se siete approdati in questo luogo certo avrete un qualche interesse verso la pirateria, ma badate, avere un tricorno non fa di voi dei pirati, per cui: En Garde!  
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La Giornata Pirata

Storia:
L’equipaggio della Lazzara Trebisonda, un tempo una delle navi pirata più temute e ricercate, a causa dei torti fatti al convento dell’isola in una scorribanda, viene maledetto e costretto dalle sorelle del convento con una sorta di “maleficio buono” a pattugliare per sempre le acque del lago in cerca di draghi (allo scopo di non vedere vanificato lo sforzo di San Giulio) ma di fatto assumendo il diritto di navigare in quelle acque.
La marina militare non potendo attaccare i pirati senza “giusta causa” dal momento che hanno una lettera di corsa, come immaginabile, non vede di buon grado la presenza forzata di quell’imbarcazione nelle proprie acque, ma non può far altro che sopportarla.

Un giorno però il commodoro viene per caso a conoscenza dell’esistenza di un tesoro segreto conservato dai pirati, nulla di importante, un piccolo scrigno mai sequestrato perché più di valore affettivo che monetario, in ricordo dei bei tempi che furono quando attraverso varie peripezie e scorribande la ciurma pirata si divertiva a togliere il sonno a ufficiali e comandanti.
La storia dello scrigno mette in fermento la marina che escogita un piano per potersi liberare di quei manigoldi puzzolenti per sempre: rubare il tesoro per scatenare una reazione dei pirati tale da giustificarne l’attacco e cancellarli per sempre. E così fa: approfittando della situazione lasciva a bordo della Lazzara Trebisonda in una delle tante perlustrazioni errabonde, la marina militare scova e sottrae il tesoro pirata nascondendolo e gettando nello sconforto i pirati. Il commodoro nel frattempo incarica la moglie di redigere su di una mappa delle indicazioni abbastanza forbite da poter solo dalla marina stessa essere interpretate, nella convinzione di tornare a recuperare lo scrigno con più calma dopo aver sconfitto la ciurma pirata.

Ma non tutto va come previsto e durante il periodo di esercitazioni in preparazione all’attacco la mappa viene persa e ritrovata dalla ciurma pirata che capendo l’inganno riacquista fiducia e si ritrova per decidere quando e come sia meglio iniziare le ricerche.

Per i pirati è così importante ritrovare il tanto agognato tesoro da arrivare a promettersi di regalare dobloni ad ogni individuo lungo il proprio cammino (soprattutto ai più piccoli) se mai l’impresa riuscisse (quelli di meno valore, s’intende, son pur sempre pirati).

Riusciranno i pirati a ritrovare il tesoro e a riconquistare l’orgoglio e la fiducia della gente mantenendo il diritto di navigare in quelle acque (magari liberandosi della maledizione)? O cadranno in qualche altra trappola della marina?

Svolgimento:
La giornata pirata (caccia al tesoro) così come il concilio avvengono una volta l’anno.
La ciurma si riunisce in concilio per decidere la data della giornata di caccia al tesoro e valutarne l’organizzazione (eventuali altri partecipanti, orari e svolgimento).
Gli interpreti della marina nascondono il forziere di cui nessuno nella ciurma pirata è a conoscenza dell’ubicazione.
Il giorno precedente alla giornata pirata, la marina fa trovare ai pirati una mappa compilata solitamente dalla compagna della persona che interpreta il commodoro (o scelta al concilio piratesco).

Il forziere contiene:

  • monete del conio attuale per poter pagare le taverne in cui si approda
  • monete dolci da regalare ai più piccoli
  • gioielli e cianfrusaglie varie da usare come merce di scambio con la gente comune
  • oggetti del precedente anno
    n.b.: la mercanzia nel forziere è necessaria allo scambio e al baratto con persone comuni. Le monete di cioccolato vengono invece donate solitamente ai più piccoli.

Perchè:
Gruppo di persone accomunati dalla passione per gli usi e costumi dell’età d’oro della pirateria.

Nato nel 2015, quando, il 19 settembre in concomitanza con la “giornata mondiale della parlata pirata” pastafariana, si decide di formare i “pirati del lago d’Orta”, istituendo una caccia al tesoro sulle sponde del lago e “saccheggiando” le coste.

La ciurma si riunisce periodicamente per eventi o feste, ma la tradizionale caccia al tesoro avviene con cadenza annuale.

 

Accesso Segreto



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Contatti

Potete contattare i pirati al seguente indirizzo: info(chioccioletta)piratidellago.it

Faccialibro

I pirati del lago d'Orta hanno anche una: Pagina Ufficiale su Facebook